Descrizione
La Chiesa Parrocchiale Sant'Antonio di Padova rappresenta il principale edificio religioso di Castelnovo Bariano ed è uno degli esempi più interessanti di architettura neogotica nel territorio polesano. La chiesa non è soltanto un luogo di culto, ma anche il simbolo storico della rinascita della comunità locale dopo le devastazioni provocate dal fiume Po e dalle continue trasformazioni territoriali della pianura padana.
Origini storiche del territorio
Per comprendere la storia della chiesa bisogna partire dalle vicende del territorio di Bariano. In epoca medievale esisteva nella zona golenale del Po un piccolo centro abitato con annessa la chiesa di San Bartolomeo Apostolo. Questo insediamento viene citato già ai tempi della contessa Matilde di Canossa, quando il feudo di Bariano fu ceduto al vescovo di Ferrara.
Nel 1601 una devastante alluvione del Po distrusse completamente l’antico abitato. Gli abitanti furono costretti ad abbandonare l’area golenale e si trasferirono oltre il nuovo argine maestro, nella località detta “Sabbioni”. Qui esisteva già un piccolo oratorio dedicato a Sant’Antonio Abate, probabilmente molto antico. Questo modesto edificio religioso divenne il primo nucleo spirituale della nuova comunità di Castelnovo Bariano.
Nel corso dei secoli successivi la popolazione aumentò progressivamente, soprattutto grazie alle bonifiche e alla messa in sicurezza del territorio. La vecchia chiesa divenne insufficiente e si decise quindi di costruire un edificio più grande e monumentale, capace di rappresentare la nuova identità del paese.
La costruzione della nuova chiesa
La nuova chiesa di Sant’Antonio di Padova venne edificata secondo il gusto neogotico, stile che tra Ottocento e Novecento era considerato particolarmente adatto all’architettura religiosa perché evocava la spiritualità delle grandi cattedrali medievali.
L’edificio fu progettato come una grande struttura verticale e luminosa, pensata per trasmettere elevazione spirituale attraverso:
- archi acuti;
- slancio verticale;
- giochi di luce colorata creati dalle vetrate policrome;
- decorazioni in cotto;
- uso del mattone faccia a vista
Il campanile, inizialmente più basso, venne successivamente innalzato fino a raggiungere circa 36 metri, diventando il principale punto di riferimento visivo del paese. Nel 1921 fu completato con tre campane.
La facciata
La facciata è uno degli elementi più raffinati della chiesa. È realizzata in mattoni a vista, materiale tipico dell’architettura padana, ma reinterpretato in chiave neogotica attraverso un ricco apparato decorativo.
L’elemento dominante è il grande rosone centrale, chiaramente ispirato ai modelli gotici francesi e italiani. Il rosone presenta:
- una croce greco-romanica al centro;
- dodici colonnine marmoree;
- una cornice decorata con foglie in cotto lavorato.
Le decorazioni in terracotta furono realizzate dalla Società Gallotti di Bologna, specializzata in elementi ornamentali architettonici. Il rosone include vetrate policrome che filtrano la luce creando effetti cromatici molto suggestivi all’interno della navata.
Il portale
L’ingresso principale è preceduto da un portale sorretto da colonne differenti tra loro, dettaglio che accentua il carattere artigianale dell’opera. Sopra le colonne compaiono lunette con stemmi vescovili, a sottolineare il legame con la diocesi.
La navata
L’interno è costituito da un’unica grande navata, soluzione che favorisce la partecipazione dei fedeli e amplifica la percezione dello spazio.
La navata è caratterizzata da:
- archi a sesto acuto;
- pilastri in laterizio;
- volte a crociera;
- capriate lignee a vista.
L’uso del mattone conferisce all’ambiente un’atmosfera calda e raccolta, mentre la struttura verticale dirige lo sguardo verso il presbiterio.
Le vetrate istoriate
Le vetrate costituiscono uno degli aspetti artistici più preziosi della chiesa. Furono realizzate dalla ditta Rodolfo Fanfani di Figline Valdarno.
Le bifore ospitano:
- i quattro evangelisti;
- i dodici apostoli;
- Sant’Antonio di Padova (patrono);
- San Rocco;
- scene dei misteri del Rosario.
La luce filtrata dalle vetrate colorate trasforma continuamente l’atmosfera interna durante il giorno, secondo un principio tipicamente gotico: la luce come manifestazione del divino.
Le cappelle laterali
Due cappelle laterali simmetriche ospitano gli altari dedicati a Sant’Antonio di Padova e alla Madonna con Bambino.
Il presbiterio e l’abside
Un grande arco acuto alto circa 16 metri separa la navata dal presbiterio. Questo elemento crea un forte effetto scenografico e segna il passaggio dallo spazio dei fedeli a quello sacro dell’altare.
L’abside è poligonale a sette lati, soluzione anch’essa derivata dall’architettura gotica. Qui si trovano numerose statue di santi:
- San Giuseppe;
- Sant’Antonio Abate;
- Santa Lucia;
- San Biagio;
- San Rocco;
- San Luigi Gonzaga.
L’altare maggiore è realizzato in marmo bianco ed è sostenuto da colonnine ad arco acuto. Sopra l’altare si trova il tabernacolo inserito in un pannello ligneo color noce.
Sospeso sopra l’area presbiteriale si trova un crocifisso ligneo di notevole espressività artistica.
L’organo e la decorazione artistica
Nell’abside è collocato un organo a canne proveniente dalla Basilica della Tomba di Adria. Sopra l’organo si aprono cinque finestre istoriate:
- quella centrale raffigura la Madonna Immacolata ispirata a un dipinto di Bartolomé Esteban Murillo;
- le altre rappresentano le quattro virtù cardinali:
- prudenza,
- giustizia,
- fortezza,
- temperanza.
Simbolismo architettonico
L’intera struttura della chiesa è costruita secondo un forte simbolismo religioso:
- la verticalità rappresenta l’ascesa verso Dio;
- la luce colorata richiama la presenza divina;
- il numero dodici ricorre nelle colonne del rosone e negli apostoli;
- il leone, presente sul piazzale, simboleggia forza e vittoria del bene sul male.
Cinquant'anni di una Chiesa: Castelnovo Bariano 1929-1979 - a cura di Franco Rizzi, William Moretti e Romolo Verzola.
La chiesa parrocchiale - Castelnovo Bariano - Romano Lanzoni