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Ultimi ritrovamenti di “Canàr” |
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L’abitato dell’età del Bronzo di Canàr di S. Pietro Polesine è ben noto per una serie di scavi
archeologici che si sono svolti tra il 1984 e il 1994. La sua importanza è dovuta sia alle strutture
palafitticole messe in luce sia alla particolarità dei materiali archeologici rinvenuti,
databili alla prima metà del II millennio a. C. |
Per gli abitanti del villaggio di Canàr la selce era la materia più comune per costruire punte di
freccia, falcetti, raschiatoi e lame. Le zone di approvvigionamento più vicine si trovano sui monti
Lessini dove periodicamente gli abitanti del villaggio andavano a procurarsi il materiale grezzo o
semilavorato. Una tecnologia di base doveva essere abbastanza praticata e diffusa all’interno della
comunità, però esistono anche alcuni manufatti particolarmente rifiniti che fanno pensare all’esistenza
di artigiani specializzati e ad un commercio di prodotti di interessi. |
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L’area circostante il villaggio era principalmente boscosa, e rappresentava un ambiente particolarmente
adatto alla vita di alcuni animali come il cervo e il capriolo. La caccia a questi animali era ancora
un’attività economica fondamentale per la sopravvivenza. |
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Le indagini sui resti vegetali e le analisi polliniche forniscono un quadro completo dell’agricoltura
praticata dagli abitanti del villaggio. La coltivazione comprendeva il miglio, l’orzo, l’avena e alcuni
tipi di frumento. |
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La tipologia delle forme vascolari fornisce utili elementi per il riconoscimento degli aspetti
culturali e per l’inquadramento cronologico di massima del villaggio. |
Lo scavo è stato effettuato con il contributo di:
Un ringraziamento a tutti i Collaboratori alla mostra